lunedì 8 gennaio 2018

Tiriamo le somme

Il nostro viaggio nell'artificiale (ispirato dalle lezioni del corso "Storia delle cose" seguito al Politecnico di Torino nell'A.A. 2017/2018) ci ha portato alla scoperta di una delle invenzioni più importanti nella storia dell'uomo: l'illuminazione artificiale. Come tutte le cose che si possono definire artificiali, essa non è altro che la riproduzione di ciò che è la prima e più importante risorsa naturale a nostra disposizione ovvero la luce solare. E' un'invenzione che ormai è entrata in maniera così preponderante nella nostra vita che quasi non ce ne accorgiamo più eppure la luce artificiale accompagna quasi ogni attività che svolgiamo, dallo studio alle cene, dalle passeggiate in centro città alle visite mediche. Sin dagli albori l'uomo ha tentato di riprodurre la luce con il fuoco (si pensi a torce o candele) ma è solo con l'arrivo dell'elettricità che l'illuminazione artificiale è diventata di comune appannaggio.
Il nostro percorso è iniziato con una definizione plurilingue dell'illuminazione artificiale e partendo da questo abbiamo individuato i concetti e le idee ad essa legate con alcune word clouds che hanno messo in relazione la luce artificiale con molti aspetti ambientali, tecnici ma anche emotivi e di svago della nostra vita. Per fare un'analisi quanto più critica e oggettiva possibile, ci siamo anche interrogati sui rischi e le problematiche correlate ad uso improprio di questo oggetto citando soprattutto casi di scarsa sicurezza nel lavorare con apparecchiature per l'illuminazione o anche il più conosciuto fenomeno dell'inquinamento luminoso che ha privato i cieli delle nostre città delle stelle. Siamo poi passati ad alcune curiosità di tipo più tecnico inerenti all'illuminazione artificiale. Abbiamo infatti passato in rassegna i materiali necessari a questa applicazione, le leggi fisiche che governano il fenomeno e la simbologia ad essa legata. Ci siamo inoltre soffermati sui brevetti tecnici di invenzioni correlate a questo ambito e ci siamo interrogati sui numeri dell'illuminazione artificiale passando in rassegna qualche statistica. Abbiamo inoltre posto la nostra attenzione su cosa di naturale va a sostituire ogni giorno l'illuminazione artificiale e abbiamo scoperto qualcosa in più relativamente alle industrie che operano nel settore. 
L'aspetto però sicuramente più interessante del nostro viaggio è stata la ricerca dell'illuminazione artificiale come protagonista sociale delle nostre vite. Ci siamo appassionati alle storie degli uomini che hanno operato in questo campo (da Edison a Mattei) e abbiamo scoperto quali emblemi l'illuminazione artificiale rappresenti nell'immaginario collettivo delle metafore. Abbiamo anche visto come questo tema è trattato nei fumetti, nel cinema, nell'arte (con il dipinto di Giacomo Balla), nella letteratura e nella musica, comprendendo in questo modo come in realtà l'illuminazione artificiale rivesta ruoli che vanno al di là della mera applicazione tecnica. Abbiamo osservato con cura come si può rendere la luce stessa una forma d'arte (Salerno, "Luci d'artista") o una forma di terapia medica (cromoterapia). L'illuminazione artificiale è ciò che rende di una megalopoli una vera e propria opera d'arte a cielo aperto come abbiamo potuto osservare con le immagini di alcune tra le più grandi città del mondo riprese di notte. Abbiamo anche visto come l'illuminazione artificiale possa dare un valore aggiunto ai monumenti.
In conclusione questo percorso ci ha permesso di capire, oltre il mero aspetto tecnico, che l'illuminazione artificiale può essere emozione, stupore, gioia come quella che personalmente ho provato nel vedere le luci della mia città in festa per il Natale ritornandovi in treno dopo un lungo periodo d'assenza. Ed è dunque proprio con una suggestiva immagine della mia terra natale che voglio concludere questo percorso insieme a voi
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